FAQ – Bando Lazio Innova: come funziona e cosa puoi finanziare

Il voucher per la digitalizzazione di Lazio Innova è un bando a fondo perduto che copre fino al 100% delle spese per progetti di innovazione e digitalizzazione aziendale.
Il contributo viene erogato al completamento del progetto, previa certificazione da parte di un Innovation Manager indipendente che ne attesta la realizzazione effettiva.

Il bando finanzia interventi in quattro aree principali:

1. Digital Workplace
Software per la produttività individuale e lo smart working (non include hardware).

2. Digital Commerce
Sviluppo o miglioramento di siti e-commerce, integrazione di strumenti di comunicazione avanzata e soluzioni immersive.

3. Cloud Computing
Migrazione in cloud di software aziendali e copertura dei costi di hosting per tre anni.

4. Cyber Security
Software, servizi e hardware per la sicurezza di reti, dati e dispositivi aziendali.

Possono partecipare tutte le imprese con sede operativa nel Lazio, in regola con CCIAA e DURC.
Le imprese vengono poi valutate in base a un punteggio, che determina la priorità nella graduatoria di ammissione.

In estrema sintesi il punteggio è influenzato dai seguenti aspetti

  • Numero di dipendenti: il punteggio massimo è a 20 dipendenti, sotto e sopra i 20 dipendenti il punteggio decresce
  • Certificazioni: avere le certificazioni di impatto ambientale e di parità di genere è molto utile per avere un punteggio adeguatamente alto
  • Dimensione del valore aggiunto per ogni dipendente, questo valore si determina incrociando i dati sul numero di dipendenti, il volume di affari e il totale acquisti (queste due ultime informazioni devono essere prese dalla dichiarazione iva dell’anno precedente) a questo scopo quando fate la call conoscitiva con i nostri addetti per la simulazione del punteggio dovete essere in possesso di queste informazioni
  • Impresa giovanile, vale dire che i soci che rappresentano la maggioranza delle quote devono avere età inferiore ai 35 anni al momento della presentazione del progetto

E’ quindi facile capire che le imprese che non abbiano almeno un esercizio di attività consolidato non hanno alcuna probabilità di ottenere un punteggio utile, così come quelle che non hanno neanche una delle due certificazioni richieste.

L’innovation manager agisce per le piccole e medie imprese (non per le microimprese) come esperto indipendente che valuta il grado di digitalizzazione dell’impresa appena prima dell’implementazione del progetto (dopo che Lazioinnova abbia concesso il voucher) e immediatamente dopo per ottenere l’erogazione del finanziamento.  Nel mio caso supporto l’impresa nella identificazione delle azioni che abbiano maggior impatto effettivo sulla digitalizzazione e nella fase di esecuzione del progetto stesso per ottimizzare i risultati.

La diagnosi digitale ex ante e quella ex post devono essere firmate dall’Innovation Manager, nel caso in cui lo stesso Innovation Manager non fosse in possesso di una delle certificazioni sulla sicurezza elencate nella appendice A del bando, allora i due documenti devono essere firmati anche da un secondo consulente in possesso di quelle certificazioni di sicurezza (ad esempio ICS2). Questo obbligo è comunque condizionato alle aree di intervento intraprese dall’azienda beneficiaria: se il progetto non prevede interventi nell’area Cybersecurity allora non è necessaria la certificazione o la seconda firma.

La diagnosi digitale nelle sue due versioni ex ante ed ex post è obbligatoria solo per le piccole e medie imprese, non per le microimprese. La versione ex ante va preparata subito dopo aver ricevuto la conferma dell’assegnazione del voucher da parte di Lazioinnova, e prima di avviare le attività. La versione ex post va completata dopo la chiusura del progetto al momento di richiedere l’erogazione. L’Innovation Manager si occupa di entrambe e nel mio caso anche di supportare l’impresa nella presentazione dei documenti sul portale di Lazioinnova.